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La bici in città e sulle grandi strade: il pericolo guard rail

La bici in città e sulle grandi strade: il pericolo guard rail

Il guard rail è una splendida invenzione. Negli anni ha salvato molte, moltissime vite. Chi sta in auto ha avuto spesso salva la vita grazie a queste barriere di protezione mentre gli appassionati delle due ruote, ciclisti e motociclisti, si sono spesso infranti contro queste barriere con conseguenza a volta fatali, proprio a causa della loro struttura e composizione.

Il tema della sicurezza va affrontato con attenzione: infatti da un lato può essere ottima l’idea di dotare le biciclette di freni a disco (ne parleremo) e munire le strade di barriere protettive. Il vero problema è come queste barriere protettive proteggono chi di protezione non ne ha molta, chi di fatto sta sulla strada scoperto, non chiuso dentro un abitacolo in metallo.

È nota infatti la problematica, a qualsiasi grado, del pericolo corso dai motociclisti che impattano i guard rail – e di conseguenza anche i ciclisti, anche se in numero minore e a velocità più contenute, a meno che non si sia lungo una discesa di montagna. Sotto accusa sono spesso i profilati, le parti estreme delle barriere, in acciaio orizzontale, che in caso di caduta e scivolata fungerebbero da vere e proprie lame, con conseguenze che possono andare dalle lesioni da taglio o fratture fino a mutilazioni di uno o più arti o al temuto effetto ghigliottina.

Per i ciclisti, questo effetto si verificherebbe maggiormente per le piste ciclabili al lato delle strade protette dai guard rail che, se da una parte evitano ai ciclisti la possibilità di essere falciati da un’auto fuori controllo, dall’altro puntano verso l’interno della pista, rendendo quindi più probabile, in caso di caduta, andarci a sbattere o strusciare contro, con le conseguenze che abbiamo visto. Emblematico è il caso della pista ciclabile di Olbia e il clamore che il comitato spontaneo ha avuto sui social network. Comunque sia, la normativa è sotto studio. Vi sono molte proposte, tra cui i guard rail in legno, che alla fine non sembrano aggiungere molto.

In Italia la normativa europea risente di molti fattori. In primis quello economico, essendo stata per tantissimi anni l’industria automobilistica il vero motore (in tutti i sensi) della nostra economia, al punto che il nostro Paese è nel mondo quello che ha la maggior percentuale di strade asfaltate sul paesaggio. dall’altro il fattore culturale, che tende a vedere la bicicletta più come uno svago che come un mezzo di trasporto sottoposto alle regole del codice della strada.

Alla fine toccherà proprio al ciclista usare protezioni e buon senso a livello personale, considerato anche che sempre più genitori accompagnano i figli a scuola sulle due ruote e che il moderno traffico ci spinge sempre più spesso a cercare mezzi snelli e agili, più veloci dei costosissimi ed imponenti suv.

Una cosa, in fondo, dobbiamo sempre tenere presente: bicicletta è bello. Sicuri è meglio