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Indietro L’Eroica: strade bianche, biciclette d’epoca e cultura sportiva. Un appuntamento cult

Indietro L’Eroica: strade bianche, biciclette d’epoca e cultura sportiva. Un appuntamento cult

Nata quasi per scherzo e per scommessa tra vecchi amici appassionati di ciclismo puro, l’Eroica è oggi un grande evento di cultura ambientale, storica e sportiva, nonché un percorso permanente che attraversa le Terre di Siena.

Ideata e promossa dall’Associazione Parco Ciclistico del Chianti, l’Eroica è una gara dove la classifica non conta o conta poco rispetto al contenuto, allo spirito e alla filosofia che l’evento stesso ispira.

Con l’Eroica il ciclismo si affaccia sul suo stesso passato quando era sinonimo di polvere, fango, fatica e spirito d’avventura.

I pionieri dello sport che originariamente accendevano gli entusiasmi di un’Italia in bianco e nero divisa tra Coppi e Bartali, rivivono una giornata di sport vero, di cultura, di costume, durante la quale tornano a brillare biciclette d’epoca, maglie di lana e camere d’aria a tracolla.

La corsa si sviluppa su percorsi con distanze variabili da 38 a 200 km, prevalentemente su strade sterrate partendo e arrivando a Gaiole in Chianti.

La partenza avviene “alla francese”, alla spicciolata, praticamente poco prima dell’alba.

Lungo il tragitto, così come lo spirito dell’evento richiede, le soste e i punti ristoro diventano momenti goliardici dove, invece di ingoiare intrugli e integratori, si fa simposio bevendo vino e mangiando pane capocollo e pecorino, per poi rimontare in sella sgranocchiando acini d’uva.

Qualcuno più organizzato porta nelle tasche “mattoncini” di polenta avvolta in carta di giornale.

L’Eroica si svolge in concomitanza con il tradizionale rito della vendemmia ed è arricchito da una serie di manifestazioni tematiche come l’esposizione di biciclette d’epoca, la presentazione di libri e le mostre fotografiche con soggetto, neanche a dirlo, sul ciclismo.

In poche parole, da pedalare o semplicemente da vedere, l’Eroica rappresenta un’occasione unica in Italia per vivere un’esperienza dove il ciclismo è espressione di una cultura antica, ma soprattutto sana.